Ho appena perso tutto quello che avevo scritto nell'ultima mezz'ora grazie a questo catorcio di computer. GRRRRRRRRRRRR {:[[[
Ha piovuto quasi ininterrottamente per i primi tre giorni qui ad Hoi An e il fiume che attraversa la citta' e' straripato allagando strade e negozi circostanti. Nonostante tutto pero', ci siamo rimboccati i pantaloni, abbiamo attraversato il guado che divide l'hotel dal centro e abbiamo passato ben 4 giorni con gli occhi tondi a guardare le innumerevoli vetrine di sarti, botteghe dove costruiscono lanterne di seta e le antiche case di mercanti cinesi costruite con legno di gomma resistente alle tarme.
Sarete felici di sapere che abbiamo fatto un corso di cucina in un ristorante in riva al fiume. Il cuoco era leggermente andato (stiamo notando che non appena i vietnamiti imparano abbastanza inglese da sentirsi a proprio agio e da lasciar trasparire un po' della loro personalita' si trasformano in minchioni, fanno battutine e si atteggiano, scherzosamente a latin lover), ma il corso e' stato carinissimo. Ho imparato a fare la pasta di farina di riso per avvolgere gli involtini primavera (o le noodles di riso fresche), l'omelette tipica di Hoi An con gamberetti essiccati e avvolta in una sfoglia di farina di riso da inzuppare nella salsina di arachidi, poi abbiamo fatto una zuppa di verdure ed abbiamo imparato a fare delle roselline con la buccia dei pomodori (silenzio pietoso, non credo proprio che mi cimentero' mai piu' nell'antica arte del tagliuzzamento di ortaggi).
Ah, avevo censurato fin'ora il gusto del macabro che sembra permeare l'arte culinaria vietnamita. Oltre a mangiare carne di cane (mai pero' prima del 10 del mese), amano il serpente, possibilmente cobra che, si mormora, viene ucciso sotto gli occhi dei commensali e il cui sangue viene bevuto insieme alla grappa locale prima del pasto. Sembra inoltre che la parte piu' pregiata del serpente, il cuore, venga servito ancora caldo come massimo onore alla persona che paghera' il conto (doppia sfiga). E se il cobra non fosse bastato si puo' sempre continuare con un uovo fecondato, con l'embrione ben formato dentro, completo di beccuccio e piumine, condito con sale e peperoncino... "Very good! Makes you strong man!"
Ben ha un gran successo con gli uomini vietnamiti che non fanno altro che fargli complimenti, io dal canto mio ho purtroppo fatto colpo su una sarta di Hoi An. Ma dico io!
Abbiamo visitato dei tempi Champa, niente a che vedere con i tempi di Angkor, ma si trovavano in mezzo alla giungla il che gli conferiva un certo charme.
Ha piovuto quasi ininterrottamente per i primi tre giorni qui ad Hoi An e il fiume che attraversa la citta' e' straripato allagando strade e negozi circostanti. Nonostante tutto pero', ci siamo rimboccati i pantaloni, abbiamo attraversato il guado che divide l'hotel dal centro e abbiamo passato ben 4 giorni con gli occhi tondi a guardare le innumerevoli vetrine di sarti, botteghe dove costruiscono lanterne di seta e le antiche case di mercanti cinesi costruite con legno di gomma resistente alle tarme.
Sarete felici di sapere che abbiamo fatto un corso di cucina in un ristorante in riva al fiume. Il cuoco era leggermente andato (stiamo notando che non appena i vietnamiti imparano abbastanza inglese da sentirsi a proprio agio e da lasciar trasparire un po' della loro personalita' si trasformano in minchioni, fanno battutine e si atteggiano, scherzosamente a latin lover), ma il corso e' stato carinissimo. Ho imparato a fare la pasta di farina di riso per avvolgere gli involtini primavera (o le noodles di riso fresche), l'omelette tipica di Hoi An con gamberetti essiccati e avvolta in una sfoglia di farina di riso da inzuppare nella salsina di arachidi, poi abbiamo fatto una zuppa di verdure ed abbiamo imparato a fare delle roselline con la buccia dei pomodori (silenzio pietoso, non credo proprio che mi cimentero' mai piu' nell'antica arte del tagliuzzamento di ortaggi).
Ah, avevo censurato fin'ora il gusto del macabro che sembra permeare l'arte culinaria vietnamita. Oltre a mangiare carne di cane (mai pero' prima del 10 del mese), amano il serpente, possibilmente cobra che, si mormora, viene ucciso sotto gli occhi dei commensali e il cui sangue viene bevuto insieme alla grappa locale prima del pasto. Sembra inoltre che la parte piu' pregiata del serpente, il cuore, venga servito ancora caldo come massimo onore alla persona che paghera' il conto (doppia sfiga). E se il cobra non fosse bastato si puo' sempre continuare con un uovo fecondato, con l'embrione ben formato dentro, completo di beccuccio e piumine, condito con sale e peperoncino... "Very good! Makes you strong man!"
Ben ha un gran successo con gli uomini vietnamiti che non fanno altro che fargli complimenti, io dal canto mio ho purtroppo fatto colpo su una sarta di Hoi An. Ma dico io!
Abbiamo visitato dei tempi Champa, niente a che vedere con i tempi di Angkor, ma si trovavano in mezzo alla giungla il che gli conferiva un certo charme.
Nelle foto i cuochi, le lanterne, l'allagamento, lo spaghetto vietnamita (ho seguito il consiglio di Roberta, ma e' stato un'errore), Ben barcaiolo quando eravamo sul Mekong, il palazzo imperiale di Hue e lo zio Alberto :P
Le foto arriveranno presto, putroppo sono seduta nella hall dell'hotel dove internet e' gratis ma il computer non e' dotato di lettore cd.... troppa grazia... Dani, voglio le lasagne, ti prendo in parola per "1 foto =1 teglia", preparatevi a infornare.
http://www.ourplaceworldheritage.com/custom.cfm?action=WHsite&whsiteid=948
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