Rieccomi, giusto in tempo prima che chiamiate l'ambasciata. Sono seduta in un internet cafe' su una strada trafficata di Vientiane, la capitale. Siamo arrivati stamattina e, dopo una giornata passata a visitare i pochi monumenti della citta' abbiamo deciso di ripartire domani stesso. Vientiane non ha ne' lo charme coloniale di Luang Prabang ne' la freneticita' di Bangkok, e' solo una citta' con palazzoni di cemento che vanno sgretolandosi e negozietti squallidi. L'unica avventura l'ha riservata il pranzo... Ci siamo seduti in un ristorante che ricordava un po' quelle che dovevano essere le mense comuniste dei tempi andati, tovaglie di plastica, arredamento fatiscente e un menu' composto da solo 4 piatti , tutti creati dagli stessi 3 ingredienti base: verdure spiedini di maiale e salsina a base di peperoncino e arachidi. Ci siamo buttati sul piatto numero 4 per 2. A tavola arrivano: un piatto con foglie di lattuga, menta, prezzemolo, basilico e altre 2 erbe di cui non conosco ne' il nome ne' la provenienza; un piatto con 4 spiedini di maiale e un piatto con cetriolo aglio, il frutto a forma di stella di cui adesso mi sfugge il nome e peperoncini. In una ciotolina la salsina rossa e in un piattino fogli di pasta di riso (Daniela sa sicuramente il nome tectico, chiedete a lei). I locali facevano un fagottino con le foglie di lattuga e un po' di tutto dentro, un cucchiaino di salsina su' e poi hop, tutto in bocca. Ban ed io, dopo esserci fatti il segno della croce (regola numero uno per evitare la diarrea del viaggiatore e' proprio quella di non mangiare verdura lavata in non si sa quale acqua..) e ci siamo messi sotto. Erano buonissimi, qui sembrano usare moltissime erbe nella cucina tradizionale, quidi tutti i piatti sono saporitissimi. Vi faro' sapere nei prossimi giorni se il mio stomaco fara' sciopero per ripicca :P
Vang Vieng
Anche li', paesello abbastanza squallido purtroppo, ma paesaggio mozzafiato, con montagne da dipinti giapponesi. Dopo un inizio tragico (caldo da morire, alla ricerca della guest house che, non solo non esisteva piu' ma che era copmunque in un'altra strada rispetto a quello che diceva la rough guide) abbiamo trovato un alberghetto incantevole a 3 sterline a notte con un terrazzo con vista sul fiume e le montagne e un ristorantino con piatti spettacolari. Si sono fatti perdonare il bagno condiviso e la sveglia del gallo arrabbiato prima dell'alba :)
Visto che il villaggio non offriva un granche' abbiamo fatto "tubing" praticamente affitti una vecchia camera d'aria di ruotone di camion e navighi lungo il fiume sul ciambellone. Ho delle foto, purtroppo pero' non ho pensato portare il cavetto per la macchina fotografica quindi dovrete aspettare un paio di giorni per le foto. E' stato divertentissimo, non l'avevo mai sentito, eppure e' una cosa abbastanza comune sui fiumi.
Vi mando un bacione, domani a Thakhek
Ah, le zanzare non le sento, mi sa che co la quantita' super di spray che mi spruzzo ogni sera prima di uscire stanno ben alla larga.
Ciao Roberta, benvenuta sul blog!
Sara, ben ancora non e' stato sbranato (ma Sergio e' sempre li'?)
Ma papa' non lo legge il mio blog? e' l'unico che non risponde, oltre Giulia che si e' data anche lei alla macchia
Tuesday, 21 October 2008
Subscribe to:
Post Comments (Atom)
4 comments:
Sono curiosa del "tubing". Ma è veramente una camera d'aria di camion? E' come facevate a navigare??? Devo dirti che seguo assiduamente il tuo viaggio..anche xhè sarà una delle nostre prossime mete..quindi prendo appunti...Un bacione ed in gamba!!!
Ciao ragazzi, ma dove cavolo siete andati a mangiare?
Secondo la mia bibbia alias "Storia e geografia dell'alimentazione" di Massimo Montanari, in Laos si dovrebbe mangiare un sacco di selvaggina, tra cui varie specie di cervidi, orsi, pernici, zibetti e galline di foresta.
La frutta inoltre, non dovrebbe comparire nelle preprazioni culinarie, tranne la papaia. (A proposito il frutto stellato si chiama carambola).
Credo proprio che il vostro ristoratore non abbia letto Massimo Montanri.
Fatevi servire un arrosto di zibetto e diteci com'è!
Mi accorgo solo ora che non vi avevo seguito per qualche giorno e il blog è pieno di foto nuove bellissime. Ieri Luca ha visto alla tv il film del ragazzzo che va in vacanza in Tailandia, poi sparisce e la mamma lo cerca disperatamente. Era molto provato. A papà il film non lo abbiamo fatto vedere.
Papà non scrive perchè dice di non sapere come si fa. In realtà non si sta applicando. Appena lo acchiappo lo faccio scrivere io.
Tranquilla, sorella, che il tuo stomaco è geneticamente predisposto per sopportare la cozza cruda col limone. Cosa vuoi che sia una foglia di lattuga orientale cresciuta in mezzo alla giungla e sciacquata con l'acqua del mekong a valle di Vientiane?
Post a Comment